La limitazione del trattamento dei dati personali degli utenti italiani da parte dell’Autorità è un segnale importante per affermare i principi di trasparenza del GDPR.
Il Garante per la protezione dei dati personali lo scorso 31 gennaio ha disposto, con effetto immediato, la limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di DeepSeek, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale sviluppato dalle società cinesi Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence.
La decisione, la prima al mondo di questo tipo, è stata determinata da una risposta ritenuta insoddisfacente delle aziende alle richieste del Garante in materia di raccolta, conservazione e utilizzo dei dati personali.
L’Autorità aveva chiesto informazioni su quali dati venivano raccolti, da quali fonti (ad esempio, profili social o web scraping), le finalità del trattamento, la base giuridica adottata e la localizzazione dei server. Tutto per verificare che i dati non venissero gestiti con standard inferiori a quelli imposti dal GDPR.
La misura adottata dal Garante, viene emessa a tutela dei diritti degli utenti italiani e al contempo lancia un segnale forte a tutto il mondo. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) europeo garantisce trasparenza, consenso esplicito e controllo rigoroso sui trasferimenti di dati.
Ora, il Garante eseguirà un’istruttoria per verificare la conformità di DeepSeek alle normative europee. Ciò sottolinea l’importanza di un approccio vigile e rigoroso nel bilanciare innovazione tecnologica e tutela dei dati personali.